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Nutraceutica, principi attivi anche negli scarti di lavorazione

Nutraceutica, principi attivi anche negli scarti di lavorazione

Il professore Pietro Campiglia, insieme al ricercatore Giacomo Pepe ha presentato all’Italian Fruit Village gli esiti di alcuni studi del Dipartimento di Farmacia dell’Università degli Studi di Salerno, di cui Campiglia è direttore, condotti sulle proprietà nutraceutiche di diverse matrici alimentari di origine animale e vegetale.

La globalizzazione del cibo e la riduzione della biodiversità sono alla base della riduzione dei principi attivi benefici naturalmente presenti nei cibi. Da qui la necessità di andarli a isolare e a riproporre come integratori naturali dell’alimentazione.

La nutraceutica dunque può, valorizzando anche gli scarti della produzione agricola, realizzare prodotti in grado di integrare l’alimentazione umana contribuendo a riequilibrare il necessario apporto nutrizionale necessario al benessere.

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Ad esempio utilizzando le acque di vegetazione delle aziende agricole produttrici di olive da olio si possono ottenere molecole antiossidanti e anche ipocolesterolemiche. Il processo inoltre depura anche le acque di vegetazione. Un procedimento utile anche nei processi di lavorazione del comparto lattiero caseario che vede nell’utilizzo del liquido di risulta dalla lavorazione della mozzarella e poi della ricotta, la cosiddetta “scotta”, con la quale si isolano importanti principi attivi.

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